TALMUD horror CORANO

ISLAMICO PEDOFILO? DOVE? https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfa1/v/t1.0-9/1959432_1482883661990858_3613917209845238302_n.jpg?oh=8fed749d909830fb531da34620f18e77&oe=54E35579&__gda__=1420527695_fcd7d97122d74de3b50a1673de253524
Sandro Iacovella  [ non so se TU Avessi trovato me, sulla tua strada, io ti Avrei ospitato in un garage, come Gesù Bambino nella stalla DI BETLEMME! ma, questa è la verità, noi abbiamo deciso di camminare per le strade dell'amore! E NON CREDO, CHE, QUALCUNO, DI NOI PUò DIRE, MI SONO FATTO TUTTO DA SOLO, E NON DEBBO DIRE GRAZIE A NESSUNO! ] SOLTANTO LA CIVILTà EBRAICO CRISTIANA, PUò PROTEGGERE LA FAMIGLIA! MA, ecco perché, GENDER BILDENBERG FARISEI lobby ONU shariah SALAFITI HANNNO DECISO DI UCCIDERE ISRAELE! ma, io ho ordinato a Russia e Cina di proteggere Israele! ] Papa: famiglia mai attaccata come adesso [ 'E' una cosa molto triste e dolorosa'. 25 ottobre 2014 ROMA, "Penso che sia una cosa molto triste e dolorosa, il fatto che la famiglia, la famiglia cristiana, la famiglia e il matrimonio non è stata mai attaccata come ora, direttamente o indirettamente". Lo ha detto il Papa rispondendo in spagnolo ad alcune domande di fedeli argentini durante l'udienza con circa 7.500 membri del movimento di Schoenstatt. "Quante famiglie colpite, quanti matrimoni falliti - ha aggiunto - quanto relativismo nella concezione del sacramento del matrimonio".
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Sandro Iacovella [ non so se TU Avessi trovato me, sulla tua strada, io ti Avrei ospitato in un garage, come Gesù Bambino nella stalla DI BETLEMME! ma, questa è la verità, noi abbiamo deciso di camminare per le strade dell'amore! E NON CREDO, CHE, QUALCUNO, DI NOI PUò DIRE, MI SONO FATTO TUTTO DA SOLO, E NON DEBBO DIRE GRAZIE A NESSUNO! ] DOBBIAMO DISTRUGGERE LA LEGA ARABA AL PIù PRESTO, PER SALVARE ISRAELE AD OGNI COSTO! NELLA AGENDA TALMUD KABBALAH NON CI SONO ERRORI CHE, POTREBBERO ESSERE FATTI! L'UNICO ELEMENTO IMPREVEDIBILE è UNIUS REI!

SOLTANTO LA CIVILTà EBRAICO CRISTIANA, PUò PROTEGGERE IL GENERE UMANO! MA, ecco perché, GENDER BILDENBERG FARISEI lobby ONU shariah SALAFITI HANNNO DECISO DI UCCIDERE ISRAELE!
ISIS CALIFFATO ERDOGAN SALAFITI FARISEI TALMUD CORANO SHARIAH ONU 322 KERRY NWO FMI GRAZIE! https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xpf1/v/t1.0-9/1959619_450217268449574_410310219259088280_n.jpg?oh=0269fa3f474b38268243cef85319df1b&oe=54B7FCBC&__gda__=1420973136_e4ac3a12204682c42a371fcde35c0041
SE NON FINISCE LA LEGA ARABA SULL'ALTARE DI SATANA ROTHSCHILD
i massoni sono stupidi come capre! il vero obiettivo è distruggere IsRAele per portare a satana tutte le cose! ECCO PERCHé, DOBBIAMO DISTRUGGERE LA LEGA ARABA AL PIù PRESTO! NELLA AGENDA TALMUD KABBALAH NON CI SONO ERRORI CHE POTREBBERO ESSERE FATTI!
L'UNICO ELEMENTO IMPREVEDIBILE è UNIUS REI!
Rappresentante Nato in Russia: un errore l'operazione americana in Iraq.
Le operazioni militari in Iraq sono state un errore, evitarle avrebbe probabilmente consentito la discussione sull'inizio dell'operazione con l'assistenza dell'Alleanza atlantica, ha detto il Direttore dell'Information Bureau NATO in Russia Robert Pszczel.
La guerra in Iraq è iniziata nella primavera del 2003 con l'invasione degli Stati Uniti e dei suoi alleati (operazione "Iraq Libero") per rovesciare il regime di Saddam Hussein, che Washington aveva accusato di avere legami con le organizzazioni terroristiche internazionali e di possedere armi chimiche di distruzione di massa, che è stato successivamente smentito.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/Rappresentante-Nato-in-Russia-un-errore-loperazione-americana-in-Iraq-8831/

666 LAVEY NWO? CI FINIRAI TU! MI DISPIACE PER TE Lavrov: BISOGNA DISINTEGRARE TUTTA LA LEGA ARABA, PERCHé, LORO NON RINUNCERANNO MAI ALLA SHARIAH! SE, TU NON LAVORI AFFINCHé, SIA DISTRUTTA LA LEGA ARABA? TU SARAI AGGREDITO! I CANNIBALI CIA 666 A.I. GMOS, BIOLOGIA SINTETICA, SONO ASSETATI DI SANGUE, HANNO FAME!  ] [ ISIS CALIFFATO ERDOGAN SALAFITI FARISEI TALMUD CORANO SHARIAH ONU 322 KERRY NWO FMI GRAZIE! __gda__=1420973136_e4ac3a12204682c42a371fcde35c0041
la lotta al terrorismo ha bisogno di un'azione selettiva. TUTTE STRONZATE, VOI FATE DIVENTARE UN SOLO INFERNO, TUTTA LA ARABIA SAUDITA! SE, ISRAELE SPARISCE? SE, ISRAELE ANDASSE DISTRUTTO? NOI SAREMMO TUTTI, PERDUTI, PERCHé TUTTI GLI EBREI DEL MONDO PASSEREBBERO A SATANA!
La lotta contro il terrorismo ha bisogno di un'azione selettiva, è necessario avere una panoramica completa della situazione e le organizzazioni che ricorrono al terrore devono essere messe al bando, ha detto il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista con i giornalisti russi.
Inoltre, il Ministro Lavrov ha negato di aver concordato con il Segretario di Stato americano John Kerry lo scambio esplorato nella lotta contro il terrorismo, così come il fatto che la Russia invierà i suoi istruttori per preparare l'esercito iracheno.
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OVUNQUE, C'è UN INTERESSE COMMERCIALE? POI, NON BISOGNA MERAVIGLIASI SE CI SIANO, ANCHE, GLI ODORI DELLE MAZZETTE! IO FAREI CONTROLLARE: I TABULATI TELEFONICI DA DE MAGISTRIS, PERCHé, è DIFFICILE CHE UN BILDENBERG POSSA ESSERE INVISCHIATO IN QUESTA STORIA!
 PALERMO, 25 OTT - Concessa una sala di Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars, per un convegno medico sulla salute delle donne, un'azienda farmaceutica ha allestito un tavolo per esporre vibratori, creme, sfere in silicone, materiale, dicono gli organizzatori che costituisce innovazioni terapeutiche. Ma sulla vicenda il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, minaccia di rivolgersi alla magistratura: "Era un convegno medico e nessuno ha autorizzato l'esposizione di prodotti commerciali". http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/10/25/sex-toys-esposti-in-sala-convegno-ars_03918162-a5cc-48a4-8c90-c7251fa80c39.html
EBOLA? VE LA DO IO LA GUERRA MONDIALE, E TUTTE LE SANZIONI ALLA RUSSIA! ]                      
IN COMUNIONE DI PREGHIERA, NELLA FEDE DELLE CHIESE CRISTIANE ECUMENICHE, IN COMUNIONE CON TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTà, LA GERUSALEMME MADRE DI TUTTI I POPOLI, DILATIAMO IL CUORE A CONFINI SOPRA OGNI CONFINE!
#lorenzojhwh Unius REI SI! VE LA DO IO LA GUERRA MONDIALE!
http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/In-due-Stati-americani-rafforzate-le-misure-contro-Ebola-7719/
Sandro Iacovella · Alba
Lorenzo Scarola A proposito: quando mi trovavo a dormire in un parcheggio sotterraneo, ho provato a rivolgermi alle istituzioni (ad esempio la Caritas), ma niente. Allo stesso modo le comunità che aiutano i bisognosi mi hanno sbattuto la porta in faccia, così come la chiesa e tutto quel ramo. Quindi, mio caro, preferirei non sentire più riferimenti a credenze di massa, per cortesia.
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
Sandro Iacovella TU AVEVI BISOGNO DI ESSERE PRESO DURAMENTE! "non siate voi, come il cavallo e come il mulo, che, hanno bisogno di morso e briglie, se no a te non si avvicinano!" SE LA LEZIONE NON TI è STATA SUFFICIENTE? TE A POSSO FAR RIPERE!
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QUESTO è UN LABIRINTO, SENZA SPERANZA, CHI NON VUOLE RICONOSCERE, COME suo: RE: UNIUS REI: il RE di Israele, LUI HA DECISO PER LA GUERRA MONDIALE!! ma, se voi avete voglia di venire a morire sui campi di battaglia? io non vi fermerò! ALLO STATO ATTUALE, IO NON TROVO UNA SOLA NAZIONE (OVVERO NON UN SOLO GOVERNO: LOBBY MASSONICHE DI USURAI, farisei salafiti, E INTERESSI GEOPOLITICI SPORCHI! ) IN TUTTO IL MONDO, CHE, cioè, qualcuno SIA VERAMENTE INNOCENTE! Così c'è chi, può avere delle attenuanti: cioè, avere la paura dei satanisti Cia! per essere stato costretto, a dare il nucleare all'Iran della shariah: e per essere costretto a non denunciare i crimini shariah in ONU! [ EBOLA? VE LA DO IO LA GUERRA MONDIALE, E TUTTE LE SANZIONI ALLA RUSSIA! ] [ IN COMUNIONE DI PREGHIERA, NELLA FEDE DELLE CHIESE CRISTIANE ECUMENICHE, IN COMUNIONE CON TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTà, LA GERUSALEMME MADRE DI TUTTI I POPOLI, DILATIAMO IL CUORE A CONFINI SOPRA OGNI CONFINE!
#lorenzojhwh Unius REI SI! VE LA DO IO LA GUERRA MONDIALE!
 MA, QUESTA è LA VERITà, GLI USA E I FARISEI HANNO SPOSTTO OGNI COSA IN FAVORE DELL'ASSE DEL MALE! E QUINDI, OGNI REALTà DEVE PRECIPITARE!
L'11 settembre a New York sono state ricordate le quasi 3 mila vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. I nomi delle vittime – com'è diventato ormai di tradizione – sono stati letti nella piazza al centro del complesso commemorativo.
Il presidente Barack Obama ha fatto coincidere con questa tragica data il messaggio televisivo alla nazione con il quale è intervenuto alla vigilia dell'11 settembre. Tra altre cose Barack Obama ha promesso di bombardare i terroristi del gruppo "Stato islamico" (ISIS) in qualunque luogo si trovino in Iraq e in Siria. Il presidente ha fatto notare che nell'ambito della loro strategia di lotta contro l'ISIS gli USA "non possono fare assegnamento sul regime del presidente siriano Bashar Assad ". Ma la Siria sarà bombardata indipendentemete dal fatto che Assad lo voglia o no.
C'è qualcosa di surreale nel fatto che Obama, premio Nobel per la pace del 2009, ricordi il tragico anniversario degli atti terroristici dell'11 settembre con le promesse di bombardare uno Stato sovrano senza aver chiesto il permesso né a questo Stato, né all'ONU. Ciò non quadra con nessuna norma del diritto internazionale. Non solo, ma Obama farà guerra ai radicali generati dagli stessi USA.
A sua volta il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato di essere stato colpito da come sia ritardata la reazione dell'Occidente e degli USA ai numerosi ammonimenti di vecchia data da parte della Russia:
Abbiamo più volte richiamato l'attenzione sul pericolo che proviene dallo "Stato islamico", che alcuni anni fa si chiamava "Stato islamico dell'Iraq e del Levante". Abbiamo lanciato un monito contro le azioni di questa organizzazione, nonché di Al Qaeda, di Jabhat al-Nusra e dei gruppi radicali che dopo si sono uniti nel "Fronte islamico". Ci hanno risposto che il terrorismo è, certamente, un male, ma in questo caso, ossia nel caso della Siria, il terrorismo era stato generato dalla politica di Bashar Assad. Per cui questi atti terroristici possono essere condannati solo insieme con la richiesta di dimissioni di Bashar Assad. Come capite, si tratta ormai di un doppio standard e del tentativo di giustificare manifestazioni terroristiche.
L'impressione è che per Washinton sia più importante cambiare il regime e soddisfare le proprie antipatie che unire gli sforzi contro una minaccia comune, ossia contro il terrorismo, ha sottolineato Sergej Lavrov.
Questo "messaggio strategico" di Obama è stato aspettato con impazienza sia nel congresso, sia in Europa, sia nel Medio Oriente. Da quando il presidente Bush ha avviato nel 2001 la Grande Guerra al terrorismo, la situazione "sui fronti" non è migliorata. Tutti i paesi ai quali Washington ha fatto iniezioni di antiterrorismo e di democrazia sono in fiamme e vanno in pezzi. Una terza parte dell'Iraq è già occupata dai reparti dello "Stato islamico", la Libra è smembrata, l'Afghanistan è incontrollabile, in Siria è in corso una guerra civile. Lo stesso ISIS è nato grazie esclusivamente alle cure di Washington e gli USA hanno finanziato sia questa oganizzazione che il movimento dei talebani.
In questo momento il segretario di Stato John Kerry viaggia per la regione cercando di imbastire una nuova coalizione antiterroristica. Presumibilmente, oltre agli USA di questa coaizione faranno parte tutte le monarchie petrolifere del Golfo Persico, Turchia, Egitto, Giordania, Iraq e persino Australia.
Il terrorismo internazionale può essere combattuto solo sulla base di una coalizione antiterroristica gobale, sostiene Irina Fedorova, analista del Centro di studi sul Medio Oriente dell'Istituto di orientalistica presso l'Accademia delle scienze della Russia. Un'alleanza basata sugli interessi di un solo gruppi di paesi e, per giunta, con una grande dose di ideologia non può essere efficace, ritiene Irina Fedorova:
Il problema principale è che gli Stati Uniti non riesciono a definire chi sono i terroristi. Sostengono alcuni terroristi in Siria perché fanno del bene, ossia lottano contro il dittatore. Su altri terroristi sganciano bombe. Si tratta di doppi standard che impediscono di raggiungere il successo nella lotta contro il reale terrorismo.
Ma il fatto più incomprensibile è che Obama, come risulta dal suo intervento, si rifiuta di coordinare gli sforzi nella lotta ai terroristi dell'ISIS con i governi che dovrebbero essere logicamente alleati degli USA in questa lotta, ossia con il governo di Bashar Assad in Siria. Ed infatti, lo "Stato Islamico" si batte proprio contro gli sciiti, e la confessione religiosa di Assad è quella degli alaviti che confessano una varietà dello sciismo.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_09_11/Alla-vigilia-dell-11-settembre-Obama-promette-di-bombardare-la-Siria-3511/
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Dario Maria Minotta La preparazione ai sacramenti è vincolante e obbligatoria. Così vuole la Tradizione e il Magistero per i quali ogni cattolico ha l'obbligo dell'obbedienza della fede. Nella Chiesa c'è una gerarchia: non è lecito fare quello che si reputa meglio se non è sancito dal Catechismo.
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Lorenzo Scarola SI! MA, LO SPIRITO SANTO PUò ATTIVARE LA SCIENZA INFUSA, CHE ERA COMUNE A TUTTI NOI, PRIMA DEL PECCATO ORIGINALE! DIO FARà GRANDI MIRACOLI! NESSUNO SI PRESENTA ALL'ALTARE DI DIO, COME UNA CAPRA, IGNORANDO I DOVERI ED I MISTERI DELLA FEDE! CHI FA QUEL PASSO, SA QUELLO CHE FA, PERCHé LO SPIRITO SANTO ISTRUISCE, CIRCA, LA GRAVITà DEL PECCATO!
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Lorenzo Scarola i sistemi economici politici ed ideologici hanno fallito! noi dobbiamo fidarci dello Spirito Santo, altrimenti le anime andranno perdute! OVVIAMENTE, NOI NON DOBBIAMO MENTIRE, per CORROMPERE IL DOGMA DELLA FEDE! https://www.facebook.com/FabrizioVerduchi/posts/10203201562983148?comment_id=10203203024259679&offset=0&total_comments=16&notif_t=share_comment
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Scalfarotto insegna: l'omofobia è un'opinione. di Federico Guarini23-10-2014 Il confronto svoltosi il 20 ottobre 2014 tra il Presidente dei Giuristi per la Vita, Gianfranco Amato, e l'on. Ivan Scalfarotto presso il Liceo Scientifico Cavour di Roma ha lasciato una velenosa coda polemica nata dall'accusa, tanto infondata quanto risibile, lanciata dallo stesso onorevole Scalfarotto secondo cui «l'avvocato Amato ha equiparato gli omosessuali agli animali».
La ridicola enormità di tale affermazione sarebbe bastata da sola a rendere evidente l'impossibilità di una sua pronuncia nei termini lamentati.
Questo è, in realtà, il tenore e il contesto dell'affermazione fatta dal presidente dei Giuristi per la Vita, e correttamente riportata solo da alcuni giornali, tra cui il Corriere della Sera: «Il sentimento non può essere il solo fattore da considerare per definire il matrimonio. Occorre, infatti, tener conto di altri aspetti, come la bipolarità sessuale, la finalità procreativa, quella educativa, eccetera. Matrimonio e famiglia sono concetti che non possono essere oggetto di manipolazione giuridica. Se, infatti, si lasciasse decidere al parlamento cosa è un matrimonio o una famiglia, e si utilizzasse il solo criterio del sentimento, allora si potrebbe arrivare al paradosso di definire matrimonio come l'unione di cinque donne legate tra loro da un rapporto di reciproco amore, o di tre donne e tre uomini, o addirittura di un uomo e un cane, se si tiene conto dell'elemento affettivo che lega gli uomini agli animali».
Il ragionamento, peraltro, non è nuovo e neppure originale, visto che da tempo viene utilizzato nella discussione circa l'ammissibilità del matrimonio tra persone omosessuali.
Lo stesso Mario Adinolfi, compagno di partito dell'on. Scalfarotto, del resto, nel suo noto saggio intitolato "Voglio la Mamma", ha elaborato questa ineccepibile riflessione: «Se il matrimonio è solo un timbro pubblico sul proprio amore e "davanti all'amore lo Stato non può imporre a nessuno come comportarsi", al momento dovessimo ammettere la rottura del principio sacro per millenni che il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna, perché limitarci a rendere legale e matrimoniale solo il rapporto tra due donne o due uomini? Perché non accettare che ci si possa amare in tre? O in quattro? Se un bambino riceve amore uguale a quello di una madre e di un padre da due papà, perché non da quattro? O da tre papà e una mamma? O dal papà che ama tanto il proprio cane e vuole che la sua famiglia sia composta dal papà, dal cane e dal bambino ottenuto da una madre surrogata? Il cane dimostra tanto affetto verso il bimbo, quasi gli somiglia. Se rompiamo la sacralità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna, ogni rapporto "stabile" potrà alla lunga trasformarsi in matrimonio, sarà un diritto incontestabile. Con conseguenze inimmaginabili. Non a caso in Italia un parlamentare del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, ha avanzato l'ipotesi di un proposta di legge che estenda la possibilità di contrarre vincolo matrimoniale tra due uomini, tra due donne o anche tra più persone senza vincolo di numero e genere, addirittura tra specie diverse. Qualcuno ha irriso il deputato Sibilia, ma dal punto di vista strettamente logico i suoi argomenti sono inappuntabili».
Quello che stupisce, e merita di essere attentamente osservato, nelle vicenda del Liceo Cavour è il fatto che i media non abbiano enfatizzato tanto l'affermazione del presidente dei Giuristi per la Vita, quanto la percezione che di essa ha avuto l'onorevole Scalfarotto. Non è il tenore letterale di quello che si afferma, ma come tale tenore viene percepito dal destinatario: Scalfarotto si è sentito offeso, e tanto basta.
Questo aspetto getta una luce inquietante proprio sull'impianto normativo che si vorrebbe introdurre per contrastare il fenomeno dell'omofobia e che trova, guarda caso, nell'on. Scalfarotto il più convinto sponsor. Poiché, com'è noto, tale disegno di legge non dà alcuna definizione del concetto di omofobia, quanto accaduto al Liceo Cavour rende ancora più evidente il rischio che anche nel nostro Paese si finisca per aderire all'orientamento utilizzato dal britannico Crown Prosecution Service (CPS), e ufficialmente contemplato nel punto 2.1 della circolare 44u899 CPS – Hate Policy: «Non esiste una definizione normativa di caso riferibile ad omofobia o transfobia, e al fine di attuare la nostra politica criminale in materia, noi adottiamo questa definizione: "Si ritiene riferibile ad omofobia o transfobia ogni caso in tal modo percepito dalla vittima o da ogni altro soggetto"».
In questo caso, Amato, Adinolfi o altri potrebbero essere considerati omofobi non a causa di quello che letteralmente dicono o scrivono, ma semplicemente sulla base di quanto possa essere emotivamente percepito dall'onorevole Scalfarotto, da un ascoltatore o da un giornalista. «By the victim or by any other person», esattamente come prevede la circolare del Crown Prosecution Service.
In questa prospettiva le polemiche sorte sul caso del Liceo Cavour possono provvidenzialmente svolgere una meritoria opera chiarificatrice sulla natura liberticida e illiberale del disegno di legge sull'omofobia, che non a caso porta il nome dell'onorevole Ivan Scalfarotto.
I Senatori della Repubblica hanno di che riflettere.
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L'intolleranza religiosa sta dilagando. di Stefano Magni20-10-2014 Brian J. Grim ha trascorso l'ultimo quindicennio della sua vita a trasformare in numeri l'esperienza della libertà religiosa (e della sua repressione) nel mondo. Già a capo del dipartimento di ricerca su Religioni e Affari Mondiali del Pew Research Center, è presidente della Religious Freedom & Business Foundation e consulente della Faith Foundation di Tony Blair. Lo abbiamo incontrato a Milano, ospite dell'Istituto Bruno Leoni, dove ha illustrato brevemente un'immensa mole di dati. La prima lezione che si ricava dalla sua vasta ricerca: l'intolleranza religiosa è ormai diventata un'emergenza mondiale e non può più essere ignorata. La seconda: la libertà religiosa è alla base di tutte le altre libertà, nonché della prosperità economica delle nazioni.
Che questo sia un periodo di intolleranza religiosa ce ne siamo accorti tutti. Basti vedere agli immani massacri di cristiani e yezidi commessi in Iraq dall'Isis. E alla condanna a morte, ribadita in appello, di Asia Bibi in Pakistan, per il reato di "blasfemia". Cioè per avere chiesto a colleghe musulmane che "se Gesù è morto per noi in croce, cosa ha fatto il vostro Maometto?". Ma Grim cita anche altri episodi di intolleranza religiosa di cui, solitamente, si parla meno perché sono ormai socialmente accettati. «Proprio in Italia – spiega il ricercatore – avete avuto un esempio di tentativo di restringere dal governo la libertà di portare simboli religiosi, quando è finito di fronte alla Corte Europea dei diritti il caso dei crocefissi nelle aule scolastiche». Complessivamente, secondo i suoi calcoli, il 43% dei Paesi limitano la libertà di religione. Considerando che, fra questi, figurano anche i più popolosi del mondo, quali la Cina e l'India, il 76% della popolazione mondiale, pari a 5,3 miliardi di persone, non gode della libertà di culto. Nella sua ricerca, Grim include sia la repressione governativa, sia la repressione sociale, che è altrettanto violenta. Il governo può porre divieti e limiti alla pratica religiosa, mandandoti in galera o (come nel caso di Asia Bibi in Pakistan) arrivando a condannarti a morte. I tre casi più frequenti di repressione individuati dalla sua ricerca, riguardano, appunto, la libertà di portare ed esporre simboli religiosi e la libertà di fare proseliti. Queste sono le pratiche più frequentemente punite dalla legge.
La società, comunque, aggiunge una forma ancor più incontrollata di repressione. Che in alcuni casi è più violenta ancora rispetto a quella dello Stato. «Per comprendere questo concetto, faccio l'esempio dell'Indonesia. Il Paese asiatico è a maggioranza musulmana, ma una minoranza di musulmani aderisce a sette che sono considerate eretiche. Gli ahmadi, per esempio, che aderiscono alla setta ahmadiyya, sono ritenuti eretici perché credono che vi sia stato un altro profeta dopo Maometto. Il governo, per decenni, ha vietato il loro culto, impedendo loro di pregare in pubblico, di fare proseliti e di insegnarla. Quando, più recentemente, il governo indonesiano ha lasciato molta più libertà agli ahmadi, la popolazione musulmana sunnita ha attaccato le loro moschee per bruciarle. In un incidente grave, dei fedeli sono stati trascinati fuori da una moschea con la forza, spogliati e picchiati da una folla inferocita». Sono scene a cui assistiamo anche in Pakistan, fra l'altro, quando un cristiano, o comunque un non musulmano, viene assolto da un tribunale pakistano.
Il fenomeno dell'intolleranza religiosa è in aumento vertiginoso. La percentuale di Paesi in cui si riscontrano gravi restrizioni alla libertà di culto, è passata dal 29% del 2007 al 43% attuale. In soli 7 anni, dunque, la diffusione dell'intolleranza, sia sociale che governativa è raddoppiata. Per questo motivo, la comunità internazionale non può più ignorare il fenomeno. Grim, ottimisticamente, constata che nell'83% dei Paesi in cui si riscontrano fenomeni di intolleranza religiosa, sono stati presi (o sono in corso) iniziative pubbliche per combatterla. Più facile, da questo punto di vista, contrastare l'intolleranza sociale, rispetto a quella statale eretta a sistema.
C'è un altro semplice motivo per cui il tema dell'intolleranza religiosa non può più essere ignorato: la demografia. L'idea che la popolazione mondiale stesse gradualmente abbandonando la religione è stata seppellita assieme a tante altre illusioni del Novecento. La realtà, in questi anni, è molto differente. Il dottor Grim ha infatti calcolato l'età media della popolazione mondiale per religione. Coloro che non sono affiliati ad alcun culto hanno un'età media di 34 anni, molto più alta della media mondiale (28). Le religioni più giovani sono induista (26 anni di media) e musulmana (23 anni). I cristiani sono già un po' più anziani della media mondiale: 30 anni di media. E solo grazie ad America Latina, Africa e Asia, perché in Europa e America settentrionale, i cristiani fanno meno figli. Demograficamente parlando, dunque, il mondo va verso una maggior popolazione musulmana e induista. I due culti che registrano i maggiori e più diffusi casi di intolleranza nei confronti degli altri credo. O si affronta con urgenza la questione della libertà di religione, oppure i culti più giovani e intolleranti si mangiano gli altri.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lintolleranza-religiosa-sta-dilagando-10690.htm
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Sentenza scandalo: sì alla condanna a morte di Asia Bibi. di Anna Bono17-10-2014 L'Alta corte di Lahore, Pakistan, il 16 ottobre si è riunita, dopo ben cinque rinvii, per esaminare l'appello di Asia Bibi e lo ha respinto, confermandone la condanna a morte. Per evitarla, adesso non le resta che il ricorso alla Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio. Asia Bibi, cristiana, madre di cinque figli, è in carcere dal 2009 per blasfemia. Nel giugno di quell'anno alcune sue compagne di lavoro musulmane l'avevano denunciata accusandola di aver insultato Maometto durante una discussione. Sembra che a istigarle fosse stata una donna in lite con la sua famiglia per questioni riguardanti una proprietà. Asia Bibi ha sempre negato di aver mancato di rispetto al Profeta. Sostiene di essersi limitata a dire di credere in Gesù morto per i peccati dell'umanità: «che cosa ha fatto il vostro profeta Maometto per salvare gli uomini?», avrebbe aggiunto, rispondendo alle provocazioni delle altre donne, ed è per questa frase che forse verrà impiccata. In primo grado, nel novembre del 2010, era stata condannata alla pena capitale da un tribunale di Sheikhupura presieduto dal giudice Naveed Igbal. Da allora vive nel braccio della morte.
«Sono sposata con un uomo buono (…) abbiamo cinque figli, benedizione del cielo», scriveva nel 2012 quando la sua vicenda aveva ormai mobilitato milioni di persone, rivolgendosi a tutti coloro che nel mondo avevano a cuore la sua sorte, «voglio soltanto tornare da loro. (…) Un giudice, l'onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all'Islam. Io l'ho ringraziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta onestà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musulmana. "Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto – credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui"».
Per "blasfemia" si intende qualsiasi atteggiamento ed espressione irriverenti nei confronti di Dio e della religione. In Pakistan che, con 180 milioni di abitanti, al 97% islamici, è il secondo più popoloso Paese musulmano dopo l'Indonesia, la legge che la punisce, la cosiddetta "legge nera", è stata istituita nel 1947, anno di fondazione del Paese, il cui nome in urdu vuol dire "terra dei puri". Nel 1986, durante la dittatura di Zia-ul-Haq, è stata emendata su richiesta degli integralisti introducendo la pena di morte per chi profana il Corano, dissacra il nome del Profeta Maometto e in qualsiasi modo offende la religione islamica. Spesso l'accusa di blasfemia viene in realtà usata come arma in conflitti di interesse, per avere la meglio contro un avversario, per vendicarsi di qualche torto subito e per colpire le minoranze religiose del paese. Difatti, la maggior parte di coloro che vengono condannati in primo grado poi vengono assolti in appello per mancanza di prove. Tuttavia, non sempre questo li salva. Alla giustizia si sostituisce la popolazione, gli attentati sono frequenti al punto che molti imputati non assistono ai dibattimenti in aula per timore di aggressioni. Molte delle persone assolte decidono di lasciare il Paese per salvarsi la vita.
Chi si pronuncia per una revisione della legge, che almeno ne attenui le pene escludendo quella capitale, si espone alla riprovazione generale e va incontro alla morte. Nel 2011, per aver difeso Asia Bibi ed essersi impegnati per introdurre degli emendamenti alla legge, sono stati assassinati il governatore del Punjab, Salman Taseer, e il ministro federale per le minoranze religiose, Shabbaz Bhatti, un cattolico. I giudici stessi temono la collera degli integralisti e ne tengono conto. Il conferimento del Premio Nobel per la Pace a Malala Yousafzai – annunciato l'11 ottobre e che certo in Pakistan, suo Paese di nascita, non è piaciuto – può aver influito sulla loro decisione di confermare la condanna di Asia Bibi.
Il vescovo di Islamabad/Rawalpindi, monsignor Rufin Anthony, ha definito quella dei giudici una «decisione straziante» e ha lanciato un appello ai cristiani di tutto il mondo, raccolto dall'agenzia di stampa missionaria AsiaNews, perché «si uniscano alla preghiera per Asia Bibi e per le altre vittime di blasfemia». Padre Adsher James, dell'arcidiocesi di Lahore, ha annunciato che domenica 19 si svolgeranno delle iniziative di solidarietà a cui tutta la comunità cristiana è invitata a partecipare. 
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PUTIN OBAMA -- SE, VOI NON MI AIUTATE, A CONDANNARE LA SHARIAH, IN ONU: IMMEDIATAMENTE! Benjamin Netanyahu MI VERRà A PRENDERE, ED IO ANNIENTERò LA LEGA ARABA CON ARMI ATOMICHE! PERCHé, IO COME RAPPRESENTANTE DEI MARTIRI CRISTIANI, IO HO LA GIURISDIZIONE PER FARE QUESTA OPERAZIONE!
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Le falsità di Borghesi su Ratisbona. di Riccardo Cascioli14-10-2014. È incredibile come certi intellettuali, per accreditarsi come fedelissimi di papa Francesco sentano il bisogno di sparare sui papi precedenti, contribuendo ad accreditare l'idea che sia iniziata una nuova epoca nella Chiesa - più libera, più vera, più attaccata alla fede in Gesù Cristo - in rottura con la precedente - ovviamente oscurantista, chiusa, intransigente, arroccata sui valori, incapace di incontrare gli altri -.
È un'immagine caricaturale della Chiesa e dei Papi, e l'ultimo a unirsi a questo coro conformista è il filosofo Massimo Borghesi, che in una recente conferenza svolta a Padova ha addirittura addebitato a Benedetto XVI la responsabilità morale di stragi e persecuzioni dei cristiani nei paesi islamici a causa del famoso discorso di Ratisbona del 12 settembre 2006 (vedi video al minuto 18). Obiettivo di Borghesi sono quelli che lui definisce «i teocon di ritorno» che hanno criticato papa Francesco per la sua presunta timidezza nei confronti dei terroristi islamici che hanno costretto i cristiani iracheni alla fuga. Secondo Borghesi, costoro avrebbero voluto che «il Papa dichiarasse guerra all'islam» (a noi non risulta che qualcuno si sia espresso in questi termini), e per dare più forza a questo giudizio, afferma letteralmente:
«...Già Ratzinger, Benedetto, fece quell'errore di mettere Maometto di mezzo nel discorso di Ratisbona e ci furono uccisioni, e ci furono persecuzioni. Non puoi dire l'islam, perché nell'islam c'è di tutto, (…) e se dici così vuoi la morte dei cristiani nelle zone a rischio…».
Sul valore di quel discorso ovviamente è legittimo avere anche opinioni diverse, ma accusare papa Benedetto XVI di essere causa diretta di uccisioni e persecuzioni di cristiani è una enormità sconcertante, e soprattutto un falso storico. Forse una morte, in Somalia, può essere legata alle pretestuose reazioni di certo mondo islamico, ma Borghesi dovrebbe almeno sapere che ci sono state decine di migliaia di cristiani uccisi nei paesi islamici prima del discorso di Ratisbona (Regensburg) e anche dopo, senza che alcun legame ci fosse con quell'intervento. Non solo, poche settimane dopo il discorso, 38 musulmani scrissero al Papa non per protestare ma per dialogare su fede e ragione. E un anno dopo furono 138 i dotti musulmani che scrissero una seconda lettera a papa Benedetto XVI e anche ai capi delle Chiese ortodosse e protestanti, proponendo un dialogo sul tema dell'amore a Dio e al prossimo.
Ma per ricordare il valore del discorso di Ratisbona, riproponiamo ampi stralci di un articolo di padre Samir Khalil Samir, un gesuita tra i massimi esperti del mondo islamico, pubblicato sull'agenzia AsiaNews il 16 gennaio 2007 (clicca qui per la versione integrale):
DIALOGO CHIESA-ISLAM: RIPARTIRE DAL PAPA DI REGENSBURG
di Samir Khalil Samir, sj
La lezione magistrale di Benedetto XVI a Regensburg è stata vista da cristiani e musulmani come un passo falso del papa, un suo banale errore, qualcosa da dimenticare e lasciarsi alle spalle, se non vogliamo fomentare una guerra fra religioni. In realtà questo papa dal pensiero equilibrato e coraggioso, per nulla banale, a Regensburg ha tracciato le basi di un vero dialogo fra cristiani e musulmani, diventando voce di molti musulmani riformisti e suggerendo all'Islam e ai cristiani i passi da fare.
Ancora oggi in occidente e nel mondo islamico vi sono forti reazioni a quel discorso. Ma molti studiosi musulmani cominciano a domandarsi: "Passata la burrasca dei fraintendimenti, in fondo, cosa ci ha detto Benedetto XVI? Ha detto che noi musulmani corriamo il grande rischio di eliminare la ragione dalla nostra fede. In tal modo la fede islamica diviene solo un atto di sottomissione a Dio che al limite può cadere nella violenza, magari 'in nome di Dio', o 'per difendere Dio'".
Violenza, ragione e crisi dell'Islam
Proprio la citazione di Manuele II Paleologo, tanto bistrattata e odiata, era importante perché sottolineava che "Dio non ama il sangue e la violenza", e che la violenza è contraria alla natura di Dio e dell'uomo. Purtroppo, siccome questa frase è stata pronunciata il 12 settembre, un giorno dopo l'anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle, la gente l'ha letta in chiave politica (aiutati dalla manipolazione di al Jazeera e dei liberal occidentali).
Adesso la stessa gente musulmana si chiede: "Tutto sommato, il papa ha detto che nell'Islam c'è il rischio di violenza. E questo non è vero? Non è la nostra storia e il nostro problema quotidiano? Non c'è il rischio di svuotare la fede separandola dalla ragione e dal pensiero critico?". Anche se non in pubblico, diversi studiosi islamici affermano: "Questa separazione fra la fede e la ragione è più che mai il pericolo attuale dell'Islam!".
Nel IX-XI secolo l'Islam ha integrato nella sua visione la dimensione ellenistica della filosofia greca e, attraverso questa, la dimensione critica, logica, ragionevole. Questo è stato fatto grazie ai cristiani che vivevano nel mondo musulmano. Ma da quasi mille anni l'Islam ha evacuato la ragione e ripropone di continuo un'applicazione letterale di quanto si è detto nel passato. La crisi attuale del mondo musulmano ha come base proprio il divario fra la fede e la ragione e in varie forme, sono tanti i musulmani che lo dicono.
Circa un mese fa, il ministro egiziano della Cultura, Farouk Hosni, in parlamento, ha criticato la diffusione del velo islamico in Egitto dicendo che "questo [uso del velo – ndr] non si è mai visto prima nel nostro paese. Su questa strada siamo tornati indietro di almeno 30 anni". Un altro parlamentare è intervenuto a dargli man forte: "Non solo siamo tornati indietro di 30 anni, ma all'epoca di Mehemet Alì [cioè agli inizi del XIX secolo]".
Purtroppo il ministro è stato accusato di andare contro la Costituzione egiziana, che prevede il Corano e la sharia come fonti della legislazione. Così, Farouk Hosni, ministro da 20 anni e noto artista, ha rischiato di essere dimesso da parte dagli integralisti. In più, avendo egli 62 anni e non essendo sposato, è stato anche attaccato e accusato di essere omosessuale.
La crisi dell'Islam è sotto gli occhi di tutti ed è sottolineata da tutti gli intellettuali. Essa è un tentativo di rifugio nel passato per paura dell'autocritica, della ragione e della modernità.
Quando il papa sottolinea di integrare la ragione nella fede – e ai laici di integrare la dimensione spirituale nel concetto di ragione – in realtà suggerisce all'Islam la strada per fare dei grandi passi avanti.
Il coraggio di parlare
Un altro elemento importante emerso a Regensburg è il coraggio di parlare: è ora di finirla di avere sempre peli sulla lingua quando si parla dell'Islam. Anche un papa ha pieno diritto di dire le cose in modo semplice e diretto ai nostri fratelli musulmani, così come agli ebrei, ai laici, e ai propri cattolici. Questo papa ha rivendicato la libertà di parola.
La seconda cosa: lui ha detto cose ragionevoli e spiacevoli, ma è convinto che tali cose vanno dette perché questo è il contenuto di un vero dialogo. Lo scopo del discorso di Regensburg – è detto nella conclusione – è proprio il dialogo umanistico, che non rigetta nulla di positivo nell'Islam e nell'illuminismo, ma critica ciò che di estremista e di anti-spirituale vi è nell'uno e nell'altro. In tal modo Benedetto XVI ha messo le basi di un dialogo universale facendo una proposta alle due opposte tendenze di oggi: da una parte l'Islam con un fideismo che esclude la ragione (e vale la pena precisare che ciò non significa che tutto l'Islam ha sempre rigettato la ragione, come qualcuno ha voluto fargli dire); dall'altra, ha fatto una proposta all'illuminismo laicista, razionalista che elimina come insignificante la religione.
Da Regensburg in poi egli ha pure "mostrato" questo dialogo, facendo gesti concreti. Vale la pena ricordare la preghiera del papa nella Moschea blu ad Istanbul, nel suo viaggio in Turchia. Il papa ha sottolineato nei fatti che noi cristiani riconosciamo e rispettiamo la dimensione spirituale presente nell'Islam: si è tolto le scarpe entrando nel luogo sacro (una tradizione che è biblica e che si ritrova per esempio presso i Copti e gli Etiopi); invitato a pregare, si è girato verso il mihrab, la nicchia che indica la Mecca. Egli ha pregato perchè non riduce l'Islam a politica; ha pregato senza creare ambiguità o confusione. Questi gesti hanno dato il vero significato del discorso di Regensburg per i musulmani.
Il papa, maestro di interpretazione del Corano
Ancora oggi vi sono musulmani che mi scrivono ringraziando il papa per quello che ha detto in Germania. Già subito dopo il discorso, il tunisino Abdelwahhab Meddeb ha detto grazie a Benedetto XVI, perché "finalmente qualcuno osa parlare e punta il dito sulla violenza nell'Islam". Per Meddeb "il seme della violenza nell'Islam si trova nel Corano", come ha intitolato un suo articolo.
Questa affermazione - di un musulmano - mette in luce il vero, grande problema del dialogo attuale: la mancanza di verità, il non accettare di confrontarci sui punti critici.
Sulla questione della violenza, tutti i musulmani sanno che i semi sono nel Libro sacro, ma tutti anche cercheranno di nasconderlo dicendo che "No, non è vero, l'Islam significa pace, salām, rispetto, non violenza", negando i fatti.
Il discorso di Benedetto XVI non ha negato i fatti, ma ha proposto di comprenderli all'interno di un contesto umano. Ha cioè suggerito all'Islam di iniziare a fare l'interpretazione dei testi.
Quando il papa ha citato il versetto del Corano, "non c'è violenza in materia di fede" (Sura della vacca, 2,256) ha aggiunto una frase che ha scandalizzato molti: "ma questo è probabilmente una delle sure del periodo iniziale… in cui Maometto stesso era senza potere e minacciato".
Questi commenti mi sembrano fondamentali: egli spinge a fare un lavoro di esegesi verso i testi sacri. Nel caso specifico, egli ha fatto un esempio di ermeneutica del Corano, proponendo la lettura di quel verso dentro l'esperienza umana di Maometto.
(...) Con il suo piccolo commento, Benedetto XVI sembra suggerire ai musulmani: dobbiamo leggere il testo nel contesto; e questo è fondamentale per cominciare un dialogo islamo-cristiano. Occorre rileggere i libri sacri per vedere "le circostanze della rivelazione" (asbāb al-tanzīl, come dice la tradizione musulmana). In questo il papa riprende la sana tradizione dell'interpretazione che era viva nel IX secolo. Purtroppo nell'Islam contemporaneo questa cosa non si fa più.
(...) Il papa ha avuto il coraggio di identificare i punti chiave: la ragione, la violenza, l'ermeneutica…E ha messo il dito nella piaga sulla questione dell'interpretazione del Corano, senza di cui non si riesce a dialogare.
Questa spinta all'Islam verso l'interpretazione è fatta per amore stesso dell'Islam. Alcuni teologi cristiani e musulmani hanno criticato il papa per essere stato troppo duro a Regensburg e lo hanno invece applaudito in Turchia. In realtà è lo stesso papa che, per amore dell'Islam, a Regensburg non ha mancato di criticarlo, e a Istanbul non ha mancato di fraternità spirituale.
La missione cristiana tentata dal relativismo
A Regensburg Benedetto XVI ha osato parlare di violenza, mancanza di ragione, necessità dell'interpretazione nell'Islam e per questo molti intellettuali musulmani lo hanno elogiato e hanno sperato che "il papa non chieda scusa". In occidente, le richieste di "scuse" erano innumerevoli, anche fra i cristiani. In realtà è successo che l'atteggiamento del papa a Regensburg ha sconquassato la concezione troppo irenica della missione della Chiesa e il perbenismo tollerante laico. Benedetto XVI ha fatto comprendere che dire la verità, dire delle cose che fanno male, non è un insulto, ma una strada di guarigione. Ogni tanto bisogna offrire anche una medicina amara.
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Al Nusra rapisce un frate in Siria per allearsi con l'Isis. di Giorgio Bernardelli08-10-2014. Hanno scelto l'obiettivo più facile, quello che avevano già minacciato altre volte: la Valle dell'Oronte, con i suoi duemila cristiani che osano addirittura definirsi i figli di san Paolo, perché l'apostolo deve per forza essere passato di qui andando da Gerusalemme ad Antiochia. Domenica sera sono arrivati a Knayeh, in quest'angolo del nord-ovest della Siria a due passi dal confine con la Turchia. E oltre a seminare il terrore hanno portato via il parroco - il francescano padre Hanna Jallouf, 62 anni, frate della Custodia di Terra Santa originario proprio di questa comunità - e una ventina di giovani, tra cui anche alcune ragazze. Le suore francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria - tra cui anche l'ottantenne suor Patrizia Guarino, originaria dell'Irpinia - sono riuscite a mettersi in salvo nelle case di alcuni amici. Ma del parroco e degli altri ostaggi a ormai due giorni di distanza non si hanno notizie.
Sequestrati da chi? A Knayeh di dubbi ne hanno ben pochi. E infatti il comunicato diffuso dalla Custodia di Terra Santa da Gerusalemme parla espressamente di «brigate legate a Jabat al Nusra», il movimento islamista che da anni ormai semina il terrore in Siria. Jabat al Nusra, il «Fronte della vittoria», cioè la formazione qaedista che fino a ieri è stata il principale punto di riferimento degli islamisti nella guerra contro Assad. Fino a quando gli iracheni di al Baghdadi - con il sostegno dei combattenti stranieri - non hanno cominciato a giocare una partita autonoma, dando vita all'Isis e al Califfato. Ma in Siria tutto questo succede a Raqqa e a Deir ez Zor, non certo nella Valle dell'Oronte. Dove - invece - c'è tuttora Jabat al Nusra, che è una presenza non meno minacciosa. È infatti a questa formazione che si attribuiscono sequestri come quello dei due vescovi di Aleppo, nelle mani dei jihadisti dall'aprile dello scorso anno. Ed erano state sempre le milizie di Jabat al Nusra qualche mese fa a prendere di mira la popolazione cristiana di Knayeh, imponendo a padre Jallouf di non suonare più le campane della chiesa, come avevamo raccontato in un articolo pubblicato su questo sito nello scorso mese di dicembre.
Il dubbio su questo nuovo sequestro - dunque - è piuttosto un altro: in che rapporti sta oggi Jabat al Nusra con il Califfato? Dall'inizio dei raid della «coalizione internazionale» i capi di questa formazione jihadista hanno detto, infatti, senza mezzi termini di aver buttato alle ortiche le divergenze del passato e di aver scelto di fare fronte comune con l'Isis, per combattere «i crociati». Quanto accaduto a Knayeh ha dunque tutta l'aria di essere un modo lugubre per sancire questa alleanza, prendendosela come al solito con i più deboli e i più esposti: le comunità cristiane locali.
Tutto questo non fa altro che confermare l'ipocrisia di chi con i raid aerei finge di dare risposte all'avanzata dello Stato islamico ma poi si tiene alla larga dal pantano siriano, facendo distinzioni che sul campo non esistono più. L'ipocrisia di chi si lascia mettere sotto scacco da quella Turchia che ha chiuso più di un occhio sui traffici di armi e uomini di formazioni come Jabat al Nusra. E oggi schiera il suo esercito alle frontiere più come arma di pressione contro ogni forma di negoziato con Damasco che per combattere sul serio l'Isis.
Ed è proprio in questo quadro drammatico che Papa Francesco ieri ha preso una nuova decisione molto forte, annunciando che il prossimo concistoro dei cardinali - già convocato per il 20 ottobre - non sarà la prevista riunione formale per la promulgazione di alcune cause dei santi, ma un vero e proprio vertice sul Medio Oriente, da tenere all'indomani della chiusura del Sinodo. Un ulteriore modo per ribadire che le sofferenze dei cristiani di questa area del mondo sono una ferita che sanguina per tutta la Chiesa. E per scongiurare tutti noi di non chiudere gli occhi nell'indifferenza davanti a quelle comunità che da Homs ad Aleppo, fino a Mosul e oggi a Knayeh continuano a conoscere sempre nuove stazioni di una Via Crucis ormai infinita.
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Sentinelle aggredite. Il silenzio spaventa i violenti. di Andrea Lavelli06-10-2014. All'indomani della grande veglia nazionale organizzata dalle Sentinelle in Piedi nella giornata di ieri sarebbe bello poter parlare solo del grande risultato raggiunto: più di 10.000 persone hanno riempito le piazze di 100 città italiane da nord a sud (si tratta di dati ancora provvisori) per testimoniare ancora una volta che in Italia esiste un popolo che non ci sta a piegarsi di fronte all'avanzata di leggi che minacciano la libertà d'espressione e la famiglia.
E invece la cronaca ha nuovamente fatto registrate in tutta Italia episodi di intolleranza nei confronti delle Sentinelle da parte di sigle della sinistra estrema, dei centri sociali e da militanti LGBT. Nel migliore dei casi i veglianti sono stati "solo" pesantemente insultati, mentre in alcune piazze si è arrivati al linciaggio vero e proprio.
È il caso di Rovereto, dove i veglianti hanno subito un'aggressione che ricorda da vicino i peggiori metodi dello squadrismo d'altri tempi. Mentre gli organizzatori erano intenti a preparare la piazza per la veglia, ecco arrivare un gruppo di una ventina di giovani identificati come anarchici che distruggono il loro materiale e aggrediscono fisicamente le Sentinelle: uno di loro ha subito la rottura del setto nasale, mentre un sacerdote, ha avuto una lesione alla testa e due giorni di prognosi.
Ha del surreale anche il caso di Bologna, dove più di cento Sentinelle hanno vegliato in un clima da vera e propria guerriglia urbana. «Mentre ci stavamo predisponendo per la veglia è giunto in piazza un corteo formato da militanti di Rifondazione comunista e dei centri sociali che hanno subito cercato di sfondare il cordone formato dagli uomini della polizia per proteggerci», racconta il portavoce Gianluigi Veronesi. «La situazione è precipitata al punto che la polizia è stata costretta a caricare, mentre i contromanifestanti hanno cominciato a lanciare sui veglianti fumogeni e razzetti da stadio che hanno raggiunto alcune sentinelle». Seppure in un clima surreale, le Sentinelle si vedono costrette ad anticipare l'inizio della veglia, cosa che scatena una fitta pioggia di uova e bottiglie da parte degli antagonisti: «Molti veglianti sono stati imbrattati e una bottiglia ha letteralmente sfiorato una bambina di sei anni».
I veglianti a questo punto si sono trovati praticamente in trappola: «dietro di noi avevamo la cattedrale di San Petronio, mentre eravamo chiusi su tutti i lati, con alcuni di noi che si sono trovati vicinissimi ai contromanifestanti: hanno vomitato bestemmie e ingiurie di ogni tipo», racconta Gianluigi. «Circa 80  persone non hanno potuto raggiungere la piazza per il caos, mentre molte famiglie con bambini sono state costrette a uscire. Una mamma che spingeva una carrozzina con un bambino di un anno è stata coperta di insulti e sputi: questo è il fatto che più di tutti ci ha addolorato».
Le Sentinelle si sono viste costrette a concludere la veglia anzitempo e solo l'intervento della polizia ha permesso ai veglianti di lasciare la piazza indenni. «Le Sentinelle non hanno ceduto ad alcuna provocazione: abbiamo visto negli occhi dei veglianti molto orgoglio e tenacia. Molti hanno espresso il desiderio di partecipare più attivamente all'organizzazione».
Mentre in altre città italiane la veglia è proseguita senza troppi problemi, sono diversi gli episodi di aggressione simili a quelli di Bologna e Rovereto in cui la veglia ha scatenato la rabbiosa reazione dei contestatori.
È successo anche a Torino dove gli antagonisti hanno circondato i 200 veglianti protetti dalle transenne degli uomini delle forze dell'ordine, come racconta Daniele Barale. «Per tutta la durata della veglia ci hanno insultato, ci hanno definito fascisti e omofobi e ci hanno invitato a restarcene nelle chiese e non in piazza», il che fa pensare a una curiosa analogia con il ddl Scalfarotto che vorrebbe relegare l'espressione della libertà di opinione all'interno di chiese e associazioni. «I contromanifestanti hanno poi provato a sfondare le transenne della polizia (che è stata impeccabile) e a rompere il nostro banner. Si sono anche organizzati per andare a prendere di mira diverse personalità come un rappresentante locale del Movimento per la Vita. Per tutto il tempo le Sentinelle sono rimaste impassibili».
Nessuna aggressione invece a Milano, dove però la veglia silenziosa di 400 Sentinelle è stata disturbata da militanti LGBT che con un megafono hanno urlato volgarità e oscenità di ogni tipo. Pesanti contestazioni si sono registrate anche a Genova dove 200 contromanifestanti hanno invaso le fila delle sentinelle, portando anche dei cani che hanno colpito una vegliante, per non parlare dei casi di Trieste, Pisa, Napoli e di altre città d'Italia.
Da parte loro le Sentinelle hanno mantenuto ovunque lo stile pacifico e silenzioso che le contraddistingue, rifiutandosi di reagire alle provocazioni e ribadiscono che «queste contestazioni mettono il luce l'enorme inganno che le politiche LGBT portano avanti, ovvero quello di creare una contrapposizione tra omosessuali e eterosessuali. Non è l'orientamento sessuale a definire un individuo, ma la sua integrità. Parlare di omosessuali» continuano le Sentinelle «come se fossero una categoria uniforme è il primo modo di creare una divisione e una disuguaglianza. Non tutte le persone con tendenze omosessuali infatti si riconoscono nei diritti rivendicati dagli attivisti LGBT. E anche quelli che ci si ritrovano per noi non sono nemici da combattere ma persone come le altre a cui aprire gli occhi».
In sostanza questa prima grande veglia nazionale è servita una volta di più a farci rendere conto che manifestare in silenzio a favore della famiglia naturale e del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre è sufficiente oggi per essere definiti omofobi da detestare e ridurre al silenzio con le buone o con le cattive.
È servita a farci capire che è questa la sfida del presente, riaffermare con decisione e pacatezza ciò che c'è di più ovvio e naturale e svegliare le coscienze addormentate da chi vuole imporre un'ideologia che mira a distruggere la natura stessa dell'uomo.
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PUTIN OBAMA -- SE, VOI NON MI AIUTATE, A CONDANNARE LA SHARIAH, IN ONU: IMMEDIATAMENTE! Benjamin Netanyahu MI VERRà A PRENDERE, ED IO ANNIENTERò LA LEGA ARABA CON ARMI ATOMICHE! PERCHé, IO COME RAPPRESENTANTE DEI MARTIRI CRISTIANI, IO HO LA GIURISDIZIONE PER FARE QUESTA OPERAZIONE! https://fbexternal-a.akamaihd.net/safe_image.php?d=AQC6gCDEyT2Xx6Mq&w=487&h=457&url=https%3A%2F%2Ffbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net%2Fhphotos-ak-xpf1%2Fv%2Ft1.0-9%2F1959619_450217268449574_410310219259088280_n.jpg%3Foh%3D0269fa3f474b38268243cef85319df1b%26oe%3D54B7FCBC%26__gda__%3D1420973136_e4ac3a12204682c42a371fcde35c0041
Mijalil Ali Salahadyn Malek
Segui · 7 settembre ·

Es difícil que haya un cristiano
- sea católico romano, protestante histórico , católico ortodoxo -
Que no haya identificado el concepto de santidad en el hombre con la figura de Francisco de Asís y no haya deseado imitarlo de alguna manera .
Así como Jesús es el fundamento , Maria la Madre y Pablo el apóstol de las gentes , así Francisco es el tipo que encarna en todas las Iglesias la figura ideal del hombre que intenta la aventura de la santidad y la expresa en un modo universal .
Paz y bien hermanos en Cristo éste es el santo de que no vio distinción alguna y a los islámicos abrazo con amor .
È difficile avere un cristiano - è cattolica romana, protestante, cattolica ortodossa - che non ha identificato il concetto di santità nell'uomo con la figura di Francis di Assisi e non ha voluto imitarlo in alcun modo.
Così come Gesù è il fondamento, la madre Maria e Paul l'Apostolo delle genti, Francisco così è il genere che incarna la figura ideale dell'uomo che cercano l'avventura di santità e si esprime in modo universale in tutte le chiese.
Pace e bene fratelli in Cristo questo è il Santo che ha fatto a non vedere alcuna distinzione e islamico abbraccio con amore. (Tradotto da Bing)
— con Soy Franciscano, Yaneth Elizabeth P. Nicte, Maria La Esclava Mas Humilde e altri 45
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Es difícil que haya un cristiano
- sea católico romano, protestante histórico , católico ortodoxo -
Que no haya identificado el concepto de santidad en el hombre con la figura de Francisco de Asís y no haya deseado imitarlo de alguna manera .
Así como Jesús es el fundamento , Maria la Madre y Pablo el apóstol de las gentes , así Francisco es el tipo que encarna en todas las Iglesias la figura ideal del hombre que intenta la aventura de la santidad y la expresa en un modo universal .
Paz y bien hermanos en Cristo éste es el santo de que no vio distinción alguna y a los islámicos abrazo con amor .
È difficile avere un cristiano - è cattolica romana, protestante, cattolica ortodossa - che non ha identificato il concetto di santità nell'uomo con la figura di Francis di Assisi e non ha voluto imitarlo in alcun modo.
Così come Gesù è il fondamento, la madre Maria e Paul l'Apostolo delle genti, Francisco così è il genere che incarna la figura ideale dell'uomo che cercano l'avventura di santità e si esprime in modo universale in tutte le chiese.
Pace e bene fratelli in Cristo questo è il Santo che ha fatto a non vedere alcuna distinzione e islamico abbraccio con amore. (Tradotto da Bing)
— con Soy Franciscano, Yaneth Elizabeth P. Nicte, Maria La Esclava Mas Humilde e altri 45
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I AM BARI FROM ITALY SHALOM VERY VERY GOOD! ALLELUIAH
http://www.creationevidence.org/evidence/creation_model_session_7.php
I AM UNIUS REI http://drinkypoisonjhwhwins.blogspot.it/
Are you paster
I am Catholic, Acolyte, religion teacher, Bachelor of theology, master web Ministry: in power and fire in HOLY SPIRIT
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I am a poor person, but, I love Jesus so much.. [[ANSWER]] MURDERERS SECRET AGENTS OF PAKISTAN SHARIAH: FOR SATAN: THE FALSE PROPHET MUHAMMAD, SEEK YOUR LIFE!
BUT, I SEE THAT, YOU ARE PROTECTED BY GOD JHWH! BUT, YOU DON'T DO indiscretions, because for a Christian is TOO EASY to DIE IN PAKISTAN!  [[ ANSWER ]]
AGENTI SEGRETI ASSASSINI DEL PAKISTAN SHARIAH: PER SATANA: IL FALSO PROFETA MAOMETTO, CERCANO LA TUA VITA! MA, IO VEDO, CHE, TU SEI PROTETTO DA DIO JHWH!
MA, TU NON FARE IMPRUDENZE, PERCHé PER UN CRISTIANO è TROPPO FACILE MORIRE IN PAKISTAN!
It is clear: the PROJECT of ANY SHARIAH, NAZISM in the Arab League ONU, is to conquer the world! JIHADIST GALAXY ARE THEIR SECRET SERVICES! so, too, are also the Pharisees nazi Satanists of the talmud: the Masonic system: all the Antichrists
è CHIARO: IL PROGETTO DI OGNI NAZISMO SHARIAH, nella lega araba, è quello di conquistaRe il mondo! GALASSIA JIHADISTA SONO I LORO SERVIZI SEGRETI! così, ugualmente, sono anche i satanisti farisei nazi del talmud: il sistema massonico: tutti gli anticristo.
those who give orders: for kill physically: all Christians, in the world, is: rothschild and Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, King of Saudi Arabia Abdullah? they are the plot to kill and disintegrate Israel!
But, since ancient times, God has prophesied that, all things will go differently!
chi dare ordine: for di uccidere fisicamente: tutti i cristiani del mondo è: rothschild e Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah? loro sono il complotto per disintegrare Israele!
Ma, Dio dai tempi antichi, ha profetizzato, che, tutte le cose dovranno andare in modo diverso!! https://fbexternal-a.akamaihd.net/safe_image.php?d=AQC6gCDEyT2Xx6Mq&w=487&h=457&url=https%3A%2F%2Ffbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net%2Fhphotos-ak-xpf1%2Fv%2Ft1.0-9%2F1959619_450217268449574_410310219259088280_n.jpg%3Foh%3D0269fa3f474b38268243cef85319df1b%26oe%3D54B7FCBC%26__gda__%3D1420973136_e4ac3a12204682c42a371fcde35c0041
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ooooh questi: CIA KIEV NATO Merkel Mogherini nazisti: sono malati! CORAGGIO CACCIATELI FUORI DALLA PROVINCIE DONBASS LIBERO E SOVRANO! ] A Donetsk si temono provocazioni alle elezioni del 2 novembre. Il CEC, il Comitato Elettorale Centrale dell'autoproclamatasi Repubblica Popolare di Donetsk ha paura delle provocazioni il giorno delle elezioni del 2 novembre e si riserva il diritto di modificare l'ubicazione dei seggi elettorali, ha detto il capo della CEC della Repubblica di Donetsk, Roman Lyagin. "Ci aspettiamo provocazioni ogni giorno. Le aspettiamo ora, le aspettiamo il giorno delle elezioni, come è successo il giorno del referendum" ha detto Lyagin sabato, durante un incontro con i responsabili delle commissioni elettorali territoriali. Secondo lui, per la sicurezza nel giorno delle votazioni "verranno mobilitate le forze di polizia, i servizi di sicurezza e le milizie".
http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/A-Donetsk-si-temono-provocazioni-alle-elezioni-del-2-novembre-8355/

Il Comune di Donetsk: in città periodicamente si sentono esplosioni.
La situazione a Donetsk in Ucraina orientale rimane tesa, in città risuonano singole esplosioni e colpi, riporta il Consiglio comunale sabato.
All'inizio nella sede della Repubblica Popolare di Donetsk è stato riferito che nell'ultimo giorno del bombardamento dei quartieri Kievskij e Kuibyshevskij a Donetsk, le forze di sicurezza ucraine hanno ferito quattro civili.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/Il-Comune-di-Donetsk-in-citta-periodicamente-si-sentono-esplosioni-7152/
L'islam visto da una missione in Medio Oriente. di Piero Gheddo26-09-2014. In Italia siamo (quasi) tutti convinti che "il vero nemico dell'umanità è il terrorismo islamico", ha scritto mons. Bruno Forte il 31 agosto scorso (su "Il Sole 24 Ore"), lanciando un forte grido d'allarme sul diffondersi dell'estremismo islamico, oggi "Il Califfato". Prima c'erano i Fratelli musulmani, i Talebani, Al Qaeda, Boko Haram e altri locali, che continuano a soffiare sul fuoco. La sostanza è sempre la stessa: c'è un nemico mortale dell'uomo (anzi, "il vero nemico") che si aggira per il mondo. Non è solo anti-cristiano e anti-occidentale, ma contro l'umanità intera, contro gli stessi musulmani, pur ispirandosi all'islam "puro e duro" e alla storia islamica: è l'estremismo radicale, il terrorismo, la "guerra santa". E Forte spiega che questo giudizio viene anche dal fatto che Il Califfato dice di agire "in nome di Dio", la peggior bestemmia che si possa immaginare. Ma aggiunge che tutto questo "non va assolutamente confuso con le forme dell'islam autentico e con le aspirazioni alla pace e alla giustizia che pervadono il cuore e l'impegno di tanti musulmani" (vedi il mio Blog del 5 settembre 2014).
Parlo di questo con un missionario cattolico che vive in un paese islamico del Medio Oriente. Si dice d'accordo con quanto ha scritto mons. Forte, però teme che il tragico e travolgente prevalere di queste violenze disumane, facciano dimenticare ai cristiani d'Italia e d'Europa che la Chiesa ha scelto, come rapporto con i popoli islamici il dialogo, l'accoglienza, la solidarietà verso i bisognosi. La Chiesa denunzia e condanna fortemente l'estremismo e il terrorismo di radice islamica, ma vede anche queste situazioni con gli occhi di Dio, non con i nostri occhi pieni di passioni. E mi parla dei frequenti e fraterni incontri che ha con tre rappresentanti dell'islam nella sua città, che condannano tutti decisamente il terrorismo islamico, in privato con lui, ma non in pubblico. A questi amici ha posto questa domanda: "L'umanità potrà essere una sola famiglia?"e nell'incontro del mese seguente hanno risposto. Il primo che risponde è molto fedele al Corano, ma come lo interpreta lui. Mi dice per esempio: «Ormai siamo amici, ma non potrei darti la mano, perché sei un cristiano, un miscredente. E poi, poveretto, non potrai salvarti! Dio vuole solo credenti nell'Islam. Gli altri sono esclusi dalla convivenza umana. L'umanità non potrà mai essere una sola famiglia, lo proibisce il Corano!».  IL secondo, o meglio, la seconda, è una donna e un po' più aperta ad accettare il dialogo con appartenenti ad altre culture e religioni. Spesso racconta le difficoltà della convivenza anche all'interno del suo ambiente musulmano e della sua stessa famiglia. In realtà lei nota un moltiplicarsi di posizioni sempre più differenziate all'interno degli stessi musulmani, uno spirito e uno sguardo di giudizio, quasi di controllo sulla fedeltà degli altri alle tradizioni e pratiche di preghiera, ramadan, elemosina e doni cultuali, portamento del velo, ecc. Questo è dovuto a un certo indottrinamento da parte di persone venute da altri paesi. Il missionario aggiunge: «Infatti io vedo crescere il razzismo nei confronti di persone di colore diverso e di religione diversa, un crescendo di secolarismo e di comportamenti di ipocrisia anche in persone semplici, che non sono mai state così».
La signora risponde decisamente: «Oggi è impossibile che l'umanità diventi una sola famiglia, non siamo uniti nemmeno noi musulmani e temo che ci divideremo sempre più, vedendo dove porta un certo modo radicale ed estremista di vivere l'islam!».
Il terzo è un professore che negli incontri mantiene il ruolo di ascolto rispettoso e spesso concilia e avvicina le posizioni divergenti. Legge molto e ama informarsi ed estendere le sue conoscenze. La sua risposta è questa: «La cosa va studiata. Anche all'interno dell'islam, ci sono persone che si impegnano alla convivenza rispettosa con i non musulmani, atteggiamento che suscita divisioni fra noi. Non mi, sento di prevedere il futuro, che comunque è sempre nelle mani di Allah».
«Le tre risposte – conclude il missionario - mostrano che all'interno del mondo musulmano le divergenze possono aiutare a una riflessione più profonda sull'islam, alla rilettura dello stesso Corano e all'ascolto rispettoso delle altre esperienze religiose. E capisco meglio il mio servizio di accompagnamento nell'ascolto reciproco, nella riflessione e nello scambio di esperienze e di valori». Il missionario, vivendo in paese islamico, leggendo anche la stampa locale e frequentando molti musulmani, anche persone autorevoli in campo religioso-culturale, è convinto che il terrorismo islamico è certamente contro l'Occidente cristiano ("ma voi siete sempre meno cristiani!" mi dice), ma è ancora più convinto che la battaglia finale sarà tra musulmani violenti e intolleranti, e musulmani veramente amanti della pace e della convivenza tra popoli di diversa religione e cultura. La soluzione del terrorismo islamico non verrà quindi, secondo lui, dalla guerra dell'Occidente contro l'islam e dal rifiuto dei musulmani come tali, ma dal dialogo e dall'appoggio e sostegno delle iniziative che nascono nell'islam, contrarie alla "guerra per Dio". Un conto è "fermare l'ingiusto aggressore", un altro è dimenticare che l'islam è una grande e nobile religione (è un discorso che va approfondito) e condannare tutti i musulmani come nemici dell'Occidente. Questa mentalità, se si diffonde anche fra noi cristiani, porta inevitabilmente alla guerra totale, mondiale, che non avrà né vinti né vincitori.
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Vogliono conquistare Roma, ecco perché. di Massimo Introvigne24-09-2014. La promessa di Abu Muhammed Al Adnani, portavoce dell'Isis, lo Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria guidato dal Califfo Ibrahim, noto anche come Abu Bakr al-Baghdadi, in un documento diffuso dai media di tutto il mondo, è di quelle che fanno paura: «Conquisteremo la vostra Roma, faremo a pezzi le vostre croci, ridurremo in schiavitù le vostre donne». Si registrano tante reazioni di politici, alcune serie e altre che assomigliano un po' alle farneticazioni di crociati della domenica, convinti che più si urla più ci si rende graditi agli elettori. Calma: come abbiamo già spiegato su queste colonne – e come, più autorevolmente di noi, va spiegando Papa Francesco – certe reazioni fanno solo il gioco del Califfo. Ibrahim e i suoi complici urlano e provocano sperando proprio di trovare in Occidente reazioni scomposte che finiranno prontamente sulle pubblicazioni dell'Isis. E che permetteranno al Califfo di sostenere che sì, è in corso una guerra fra il Califfato e gli «occidentali», i «crociati», i «cristiani», ed è dunque dovere di tutti i buoni musulmani accorrere in soccorso di Ibrahim e arruolarsi sotto le sue bandiere. Quella che qualcuno ha chiamato «strategia Francesco» – dal nome del Papa, che per primo l'ha proposta – appare invece come l'unica risposta politicamente e culturalmente adeguata alle provocazioni dell'Isis. Si tratta di insistere sul fatto che il Califfo non massacra solo cristiani, ma anche fedeli di altre religioni – chiedere per informazioni ai poveri yezidi, seguaci di un antico culto gnostico iracheno –, musulmani sciiti, e anche sunniti che non sono d'accordo con la sua interpretazione estrema e ultra-fondamentalista del Corano. La guerra non è tra il Califfato e i cristiani, è tra il Califfato e il mondo, e il modo di disinnescare la propaganda di Ibrahim è schierare contro di lui una coalizione politica e militare che comprenda anche non cristiani, anche musulmani, anche sunniti e che dunque la sua retorica non possa facilmente etichettare come «cristiana» o «crociata». Posto dunque che contro il Califfo è indispensabile – per quanto, per molte ragioni, non facile – sollecitare e ottenere la collaborazione di altri musulmani, possiamo chiederci se quanto le sue pubblicazioni, e da ultimo il suo portavoce, vanno dicendo della conquista di Roma abbia qualche fondamento nella tradizione musulmana. Anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno, e perfino il truculento portavoce del Califfo ha ragione quando prende in giro il segretario di Stato americano Kerry e il presidente Obama, i quali hanno affermato – quasi fossero dei dottori della legge islamica – che le dottrine dell'Isis «non sono musulmane». Chi giudica che cosa è islamico e chi no? L'islam sunnita non ha autorità riconosciute: si dice che giudicano i «dotti» o «la comunità», che è come dire che non giudica nessuno. Ma l'islam che cosa afferma di Roma e di una sua eventuale conquista? Anzitutto, che Roma sia divenuta terra islamica – e, se una terra diventa islamica, lo rimane per sempre – perché nell'846 una flotta musulmana risalì il Tevere e saccheggiò la città, basilica di San Pietro compresa, portandosi via le famose decorazioni d'oro e d'argento che risalivano al secolo precedente, è una tesi sostenuta solo da fondamentalisti radicali a partire dal secolo XX. Gli storici hanno dimostrato che di quel saccheggio, per quanto clamoroso, non giunse neppure notizia ai grandi centri medio-orientali dell'islam, così che non ne rimane nessuna traccia nei testi dell'epoca. Nei primi secoli i musulmani s'interessavano molto di Roma come città-simbolo del cristianesimo, ma quasi nessuno c'era stato. Nei testi dei primi secoli islamici troviamo descrizioni sbagliate – la si dice circondata dal mare da tre lati, confondendola con Costantinopoli – o iperboliche: le si attribuiscono migliaia di chiese, con 120.000 campane, e 23.000 conventi, cifre lontanissime dal vero, tanto più per la Roma del tempo. I primi musulmani credevano anche a leggende come quelle della «salvatio Romae», cioè delle statue prodigiose che avrebbero suonato i campanelli che avevano al collo o preso vita in caso di minacce per la città, o degli uccelli che recavano miracolosamente a Roma olive o direttamente l'olio per fare ardere le lampade nelle chiese. Quanto alla conquista di Roma, per la verità la trentesima Sura del Corano, detta ar-Rum, "dei Romani", contiene una predizione che sembra piuttosto favorevole ai cristiani. I "Romani", cioè i bizantini dell'Impero Romano d'Oriente, erano stati sconfitti nella battaglia di Antiochia del 613 dai persiani, che erano di religione zoroastriana. Questa sconfitta poneva un problema non solo politico, ma teologico ai musulmani, perché i cristiani, come gli ebrei, erano comunque un «popolo del Libro», considerati superiori ai persiani zoroastriani, considerati (allora, perché poi si sarebbe aperta una discussione più complessa sul punto) semplici pagani e idolatri. Per giunta i nemici di Muhammad alla Mecca affermavano che la vittoria persiana ad Antiochia era la prova che il politeismo avrebbe prevalso sul monoteismo – cristiano, ebraico o musulmano – e che le profezie islamiche su una vittoria dei monoteisti erano false. La Sura ar-Rum afferma che sì, i "romani" sono stati sconfitti, ma che nel giro di pochi anni si riprenderanno e vinceranno. In effetti nel 622 la campagna dell'imperatore Eraclio (575-641) sconfiggerà i persiani. Questo permette oggi ai musulmani di affermare che la profezia della Sura ar-Rum si è puntualmente verificata, ancorché gli interpreti non musulmani discutano su quando esattamente la Sura sia stata scritta in relazione alla campagna di Eraclio.
S'inserisce qui il mito islamico di Eraclio, basato su una lettera che l'imperatore avrebbe scritto a Muhammad riconoscendolo come «il messaggero di Dio citato nel nostro Nuovo Testamento: Gesù figlio di Maria ti aveva annunciato». L'imperatore avrebbe cercato di convertirsi all'islam con tutto il suo popolo: ma quando, sobillati dai nobili, i bizantini si erano ribellati, Eraclio avrebbe fatto marcia indietro affermando che voleva solo mettere alla prova la fede dei suoi sudditi. Per questa doppiezza e codardia, Dio lo avrebbe punito e lo avrebbe fatto sconfiggere dai musulmani in battaglia. Di tutta questa storia, ampiamente leggendaria, l'unico dato vero è che l'armata di Eraclio fu effettivamente sconfitta a Yarmouk nel 636 dai musulmani. Ma la leggenda di Eraclio ha permesso a molti musulmani, fino a oggi, di sostenere che nel piano divino "Roma" – cioè la capitale dell'impero romano, più o meno confusa con Costantinopoli – sarebbe dovuta divenire la quarta città santa dell'islam (dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme) e il luogo da cui l'islam avrebbe conquistato tutto il mondo occidentale. Questo piano non si sarebbe realizzato nel VII secolo per la debolezza di Eraclio o per la malizia dei nobili che lo circondavano. Ma resta un irrevocabile disegno di Dio.
Ahmad ibn Hanbal (780-855), fondatore della scuola giuridica detta hanbalita – una delle quattro principali scuole musulmane: la più rigorista e quella tuttora dominante in Arabia Saudita – riporta nella sua collezione di "hadith", cioè di detti di Muhammad, chiamata "Musnad", che il fondatore dell'islam avrebbe predetto che «la città di Eraclio (Costantinopoli) sarebbe caduta per prima, quindi Roma». Sull'autenticità di ciascun «hadith» si può discutere all'infinito, ma certamente la collezione di Hanbal è autorevole per i musulmani. Tuttavia, nel corso della storia molte interpretazioni della profezia – specie recenti, in una situazione militare che rendeva e rende improbabile una prossima conquista islamica dell'Europa – la collocano in un contesto apocalittico. Verso la fine dei tempi– si afferma sulla base di altri "hadith" – cristiani e musulmani sconfiggeranno insieme le armate dell'Anticristo, dopo di che si scontreranno fra loro in una località della Siria chiamata Dabiq – un villaggio di tremila abitanti, tuttora esistente a Nord-Est di Aleppo –, e lì «le croci saranno spezzate» e i musulmani si apriranno la via di Roma e del trionfo definitivo. Il Califfo, dunque, quando parla della conquista di Roma e della battaglia di Dabiq – la cittadina siriana dà anche il nome alla rivista pubblicata dall'Isis – si appoggia su basi reali che esistono davvero nella tradizione islamica. Ma ne dà un'interpretazione letterale e immediata, mentre per la maggioranza degli interpreti musulmani degli ultimi secoli si tratta di vicende che vanno collocate in tempi ultimi di cui nessuno conosce la data. Il Califfo però pensa che i tempi ultimi siano precisamente i nostri, e il millenarismo è una caratteristica essenziale del suo movimento. E, se i tempi ultimi non si manifestano chiaramente, si può sempre affrettarli provocando gli occidentali – che per l'Isis sono tutti e per definizione "cristiani" – a promuovere una "crociata"  contro il Califfato: a recitare secondo un copione che il Califfo ha già scritto e che lentamente, ma inesorabilmente dovrebbe portare gli americani e gli europei verso "Dabiq" e la sconfitta prevista dalle profezie. C'è da preoccuparsi? Sì, perché il Califfato dell'Isis ha dimostrato insospettate capacità militari e di propaganda, controlla un vasto territorio e persuade musulmani ad arruolarsi nelle sue fila in tutto il mondo, Europa compresa. Ma, preoccupandoci nella misura del ragionevole, non dobbiamo cadere nella trappola della propaganda del Califfo e dobbiamo continuare a spiegare che la sua interpretazione del Corano e degli "hadith" su Roma, se non è del tutto estranea alla tradizione islamica, è però ultra-minoritaria nell'islam attuale. È sbandierata a scopo provocatorio, sperando che qualche politico occidentale ci caschi e presenti i necessari interventi militari contro l'Isis come uno scontro globale fra occidentali, o cristiani, e musulmani. È contro questo pericolo che mette in guardia a ragione Papa Francesco.
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QUEL CRIMINALE DI ERDOGAN è ANDATO A CERCARE DELLE ATOMICHE CONTRO ISRAELE! ANCHE ARABIA SAUDITA NE HA OTTENUTE! SE, NON FAREMO PRESTO: TUTTA LA LEGA ARABA SI DOTERà SEGRETAMENTE DI ARMI NUCLEARI! ] [ Il 18 ottobre scorso il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha compiuto la visita di un giorno a Kabul. Questa visita è stata una delle prime di un capo di uno stato estero nella capitale afghana dopo che Ashraf Ghani si fosse ufficialmente insediato alla carica del capo dello stato dell'Afghanistan.
La visita di Erdoğan è stata la prima per un capo dello stato turco in Afghanistan negli ultimi 60 anni, ciò che non è passato inosservato a Kabul. A Recep Tayyip Erdoğan è stata consegnata la massima onorificenza dell'Afghanistan, la medaglia dell'Emiro Amanullah Khan.
In conclusione della visita le autorità dell'Afghanistan e della Turchia hanno firmato l'accordo sulla partnership strategica, l'intesa in base alla quale si impegnano a collaborare nei campi della "sicurezza, ricostruzione, commercio e investimenti".
 La dottrina della Turchia è di diventare più forte potenza regionale. Vuol dire che ha bisogno di cercare di diventare il leader in quel mondo, il quale esiste attorno a essa. Sembrerebbe che l'Afghanistan non fosse tanto distante dalla Turchia ma ciononostante Erdoğan si rende conto che gli americani si ritirano parzialmente dall'Afghanistan e per la Turchia si aprono delle possibilità, almeno quelle relative al trasporto. La logica qui è del tutto evidente e Erdoğan fa bene a recarsi in Afghanistan.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_10_25/La-Turchia-rafforza-la-sua-presenza-in-Afghanistan-9817/
contro, questa ipocrisia islamica shariah nazi ONU, deve essere subito scritta la parola "fine!" chi è ipocrita: è l'assassino menzognero: il figlio del falso profeta Maometto! tutta la LEGA ARABA deve rispondere davnti al Genere Umano, per il nazismo della sua shariah! ] IL CAIRO, 25 OTTobre. I Fratelli musulmani shariah, condannano gli attentati nel nord del Sinai, denunciando "la responsabilità del capo del colpo di Stato (il presidente Sisi) e dei suoi apparati nella morte dei soldati, vittime di una cospirazione shariah, regionale, e internazionale shariah". In un comunicato, la confraternita shariah (messa al bando e bollata come "organizzazione terroristica shariah") accusa i vertici militari di "uccidere i manifestanti shariah, per strada e nelle università, e anche i soldati con la loro complicità e negligenza".
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QUALE è IL SENSO DI QUESTO DISCORSO? L'OMICIDIO, eventualmente, commesso, PER MOTIVI DI ONORE, per difendere il proprio onore, è UNA ATTENUANTE, PER non comminare: LA PENA DI MORTE, IN OGNI LEGISLAZIONE DEL PIANETA! ] per la shariah era l'uomo che doveva essere ucciso! [ ecco perché questi islamici pervertiti non meritano nessuna fiducia! ] [ ROMA, 25 OTT - Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso oggi il suo dolore per la morte di Reyhaneh Jabbari, la giovane iraniana impiccata all'alba. "L'uccisione di Reyhaneh è un dolore profondissimo", ha detto Mogherini, secondo un comunicato. "Avevamo sperato tutti che la mobilitazione internazionale potesse salvare la vita di una ragazza che invece è vittima due volte". Secondo la procura iraniana, la giovane donna avrebbe invece commessi un "omicidio premeditato". http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/25/iran-mogherinireyhaneh-vittima-2-volte_d37008b2-60a4-4f5c-9b97-0563977518dd.html
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La Marina riceverà la nuova portaerei dopo il 2030, lo ha dichiarato il vice Comandante della Marina russa per gli armamenti Victor Bursuk. Egli ha anche notato che il complesso della portaerei avrà armi importanti e veicoli aerei senza equipaggio. Inoltre, sarà costituito da sistemi robotici che possono operare in aria, a terra e in ambiente sottomarino, così come nello spazio. Ora, nella Marina russa c'è la portaerei "Ammiraglio Kuznetsov".
http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/La-nuova-portaerei-entrera-a-far-parte-della-Marina-russa-dopo-il-2030-0183/
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Il mistero dell`autocombustione umana. Chetosi (l'accumulo di acetone) si verifica nei casi di alcolismo, cattiva alimentazione e diabete. ] voi siete 4 deficienti! è normale che, si tratta di un male malefico! AVVICINATEVI A GESù E SARETE PROTETTI!
 http://italian.ruvr.ru/2012_10_11/mistero-autocombustione-umana/?slide-4
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, Che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V.
Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. ESORCISMO: (Al segno + ci si fa il segno della croce), + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
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NON SO, VOI AVETE MAI SENTITO PARLARE DI ARMI AD ENERGIA DIRETTA COME HAARP? Un mistero dei merli neri Le morie colossali di uccelli in vari paesi del mondo ha provocato un panico tra gli abitanti del pianeta nei primi giorni del 2011, appena iniziato. Internet è stracolmo di supposizioni sull'imminente fine del mondo, di cui questo fenomeno inspiegabile è un segno. Gli scienziati stanno tentando di trovarne spiegazioni più realistiche. Le morie colossali di uccelli in vari paesi del mondo ha provocato un panico tra gli abitanti del pianeta nei primi giorni del 2011, appena iniziato. Internet è stracolmo di supposizioni sull'imminente fine del mondo, di cui questo fenomeno inspiegabile è un segno. Gli scienziati stanno tentando di trovarne spiegazioni più realistiche. Il primo ad avere suonato l'allarme è stato lo Stato americano dell'Arkansas dove dopo la notte di Capodanno gli abitanti della città di Beebe hanno trovato a terra un mare di merli morti. Poco appresso analoga storia è accaduta in Svezia dove ha avuto luogo una strage di cornacchie. Due giorni dopo 80 uccelli morti sono stati individuati nella Provincia canadese di Quebek. Poi è stato lanciato l'allarme in Italia dove a Faenza dove sono state trovate numerose colombe morte. Secondo gli ornitologi gli uccelli si sono avvelenati con prodotti chimici. Non è da escludere anche la componente ambientalistica,- ritiene il Presidente dell'Unione per la tutela degli uccelli della Russia Viktor Zubakin: Gli uccelli sono assai sensibili al contenuto di varie sostanze, per esempio, di gas carbonico. In particolare, un impatto negativo sugli uccelli hanno avuto gli incendi boschivi che nell'estate scorsa hanno avuto luogo a Mosca,- dice Viktor Zubakin. Ha gettato olio sul fuoco anche la storia con la moria di piccoli pesci al largo delle coste degli Usa nel Golfo Chesapik. Alcuni hanno ravviso in tutto ciò un segno degli imminenti cataclismi, anzi di un finimondo. Tuttavia, Viktor Zubakin è convinto che in ogni caso concreto le cause di questi fenomeni possono variare. Secondo i biologi, nella natura selvaggia le morie di uccelli sono un fenomeno non raro. Sebbene in varie parti del mondo sono morti migliaia di volatili, gli scienziati non sono propensi a considerare questo fenomeno sistemico. Anche se non escludono la possibilità di un'epidemia simile all'influenza aviaria. Comunque sia, ma il mistero dei merli neri non è ancora svelato. http://italian.ruvr.ru/2011/01/11/39351658/ C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!  : http://italian.ruvr.ru/2011/01/11/39351658/
ALCUNI MEGALITI POTREBBERO ESSERE LE VESTIGIA DI CIVILTà PREDILUVIANE, PERCHé QUELLO ERA UN MONDO DI GIGANTI! La Russia scopre la sua Stonehenge
  http://italian.ruvr.ru/2012_05_24/75861211/
15 aprile 2012, Il mistero dei cunicoli sotterranei affascina l'Europa, Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2012_04_15/71814626/
IN PARTE SONO CROLLATI PER TERREMOTI, E QUINDI, INTERROTTI! ED IN REALTà, ERANO VIE DI FUGA, LUNGHE MOLTI KM, PER METTERE AL SICURO I NOBILI!
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TROPPE MORTIFICAZIONI, RICATTI, CRIMINI, VIOLAZIONI, ABUSI, ED UMILIAZIONI, PER POTER PORTARE INDIETRO LE LANCETTE DELLA STORIA! ORA, O DEVE MORIRE IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD, O DEVE MORIRE LA RUSSIA! IO UNIUS REI, MI SONO SCHIERATO CON RUSSIA E CINA, E ISRAELE! VOI SATANISTI MASSONI SALAFITI, VOI VENITE AVANTI!
Marina russa: la Russia è in grado di costruire da sola le navi "Mistral"
La Russia non dipende dalla Francia nel campo della costruzione delle navi portaelicotteri di tipo "Mistral" ed è in grado di costruire autonomamente le navi di questa classe, ha detto il vice Comandante della Marina russa per gli armamenti Victor Bursuk.
Il capo dell'Amministrazione presidenziale russa Sergei Ivanov ha detto che la Russia si proteggerà dalla Francia, in caso di mancata consegna delle "Mistral" e chiederà i danni per non aver rispettato il contratto.
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!: http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/Marina-russa-la-Russia-e-in-grado-di-costruire-da-sola-le-navi-Mistral-1658/
Severino Buratti TU SEI UN CRETINO? LA SHARIA NAZI, è UN PROGETTO DI GENOCIDIO DEL GENERE UMANO, E I PALESTINESI SONO SOLTANTO STRUMENTALIZZATI! O TU SEI UN DEFICIENTE O TU SEI UN CORROTTO! OK! A QUESTO PUNTO, O DOBBIAMO MORIRE NOI: IL GENERE UMANO, OPPURE, DEVE MORIRE TUTTA LA LEGA ARABA SHARIAH: è VERO CHE MAOMETTO è UN CRIMINALE ESOTERISTA, PREDATORE, PIENO DI PECCATI, BUGIE ED IPOCRISIE! KABUL, 25 OTT - Una manifestazione di centinaia di studenti inferociti si é svolta oggi a Kabul per chiedere una dura punizione per il direttore del giornale "Afghanistan Express" e per l'autore di un articolo "blasfemo" e "offensivo del Profeta e dell'Islam". L'articolo, pubblicato con il titolo 'L'Islam dei talebani e dell'Isis' é stato criticato senza mezzi termini da movimenti sociali, parlamentari, 'jihadisti' e dallo stesso premier Abdullah Abdullah. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!:
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 TROPPE MORTIFICAZIONI, RICATTI, CRIMINI, VIOLAZIONI, ABUSI, ED UMILIAZIONI, PER POTER PORTARE INDIETRO LE LANCETTE DELLA STORIA! ORA, O DEVE MORIRE IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD, O DEVE MORIRE LA RUSSIA! IO UNIUS REI, MI SONO SCHIERATO CON RUSSIA E CINA, E ISRAELE! VOI SATANISTI MASSONI SALAFITI, VOI VENITE AVANTI!
Marina russa: la Russia è in grado di costruire da sola le navi "Mistral"
La Russia non dipende dalla Francia nel campo della costruzione delle navi portaelicotteri di tipo "Mistral" ed è in grado di costruire autonomamente le navi di questa classe, ha detto il vice Comandante della Marina russa per gli armamenti Victor Bursuk.
Il capo dell'Amministrazione presidenziale russa Sergei Ivanov ha detto che la Russia si proteggerà dalla Francia, in caso di mancata consegna delle "Mistral" e chiederà i danni per non aver rispettato il contratto.
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO : (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!: http://italian.ruvr.ru/news/2014_10_25/Marina-russa-la-Russia-e-in-grado-di-costruire-da-sola-le-navi-Mistral-1658/
Creation Model Session 7
Creation Model 7
Into this sublime habitat God introduced man - to comprehend its works, to correlate its products, and to communicate with its Creator. Audibilized radio signals transmitted the music of the spheres each morning, heralding the harmonic symphony of all creation. A mist rose from the effects of this music, vibrating crystals of sand in the water table.

An optimal geomagnetic field charged the waters, energizing living systems. Adequate atmospheric pressure enabled dinosaurs to reach full stature, which in turn enabled them to keep luxuriant vegetation in check. Moderate temperatures bathed the globe, and warm thermal springs encouraged the growth of vegetation. Magenta hues added to the stimulation, and aerating worms interacted the soil and atmosphere.
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Creation Model Session 8
The voice of God (whether by direct vocal intervention or by indirect vibrational disruption) at microwave energy level penetrated the great water reservoir beneath the earth's granite crust. With microwave's unique effect on water, this agitated medium rapidly disrupted the planet's subterranean structure which housed the designed nuclear reactors and internal foundations.
The violent heated waters ruptured the granite crust and sent hot jets of steam upward through the thin firmament suspended above the earth. This action opened channel windows in the crystalline canopy and caused its collapse. The mass fell as liquid rain in the temperate zones and dropped as ice at the poles. Subsequent expulsion of water and chemical elements from earth's disrupted interior saturated the surface floods and trapped living organisms as fossils in sedimentary deposits.
Gravitational attraction of the moon brought the global body of floodwaters into resonance. Cyclical tidal action deposited organic and inorganic materials into conformable sedimentary layers. The vast majority of the "geologic column" is adequately explained by a single year of global flood activity
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Creation Model Session 9
The physical dimensions of the Ark lend themselves to optimal marine survival. In laboratory experiments the six-to-one (length-to-width) ratio of the vessel keeps it upright, with the waves running along its side (causing it to consistently turn toward the waves).

The structural design of the vessel was of "gopher", providing "structural inter-lamination" of each component with every other component. The natural hydrocarbon resin ("pitch") obtained from trees was used as an adhesive, in conjunction with spaced wooden pegs.

Space on the Ark was adequate to house representatives of every kind. Verifying studies include extinct and extant life forms.
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